Disavventure Cinesi pt. 2

Storia dell’upgrade gratuito.

Riprendiamo da dove ci eravamo interrotti.

2.00 di notte – finalmente riusciamo ad arrivare in camera e prima ancora di andare a dormire ci preoccupiamo di contattare l’agenzia viaggi, che fra le altre cose non rispondeva, perché in Italia erano circa le 18.30, vale a dire il suo orario di chiusura. Quando finalmente riusciamo a contattarla l’unica cosa che esce dalla bocca della responsabile dell’agenzia è che non ci meritavamo nulla e che le avevamo fatto perdere il treno. Alla fine ha, comunque, inviato la conferma della prenotazione alla reception in modo da poter risolvere la situazione.

8.00 – Ci svegliamo e ci dirigiamo verso la reception per sapere se avessero ricevuto l’email. Ci rispondono affermativamente, ma ci chiedono di tornare dopo mezzogiorno per parlare con il direttore…. Finalmente riusciamo ad uscire dall’hotel e dopo aver vagato fino alle 11 riusciamo ad arrivare alla Città Proibita.

12.00 – Varchiamo la porta della Città Proibita e ci dirigiamo verso la biglietteria. Lo scenario che ci troviamo difronte è una serie di cancelli chiusi con dei cartelli scritti esclusivamente in cinese… Una delle cose che ho imparato durante una delle mie ultime lezioni a Shanghai è stata come dire che i biglietti sono esauriti… Ci avviciniamo al cartello e riconosco quei tre maledetti caratteri (80.000 persone sono riuscite ad acquistare il biglietto prima delle 12.00?!?!?!).

13.00 – Perdiamo un’altra ora e mezza a cercare l’uscita e deluse torniamo in albergo. Ad aspettarci alla reception, c’è il direttore dell’albergo che ci accoglie e ci chiede se può parlarci in privato. 

Dopo averci confermato che il problema era stato risolto, inizia a scusarsi con noi per come eravamo state trattate la notte precedente (ci si deve abituare a vedere persone asiatiche che si scusano per un fatto di cui non sono colpevoli, quando si visita l’Asia). Ci offre quindi due possibilità: o la colazione per le prossime due mattine o un cambiamento di stanza, visto che quella che ci avevano dato non corrispondeva al servizio che avevamo pagato. 

Senza pensarci due volte decidiamo di cambiare stanza. Probabilmentenon soddisfatto della nostra risposta e dopo averci pensato per qualche minuto il direttore enuncia queste due parole “free upgrade”. Abbiamo a stento trattenuto le lacrime dalla felicità e fingendoci non toccate dal fatto prendiamo la chiave e andiamo a vedere la nostra nuova stanza. Una suite imperiale.

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