Disavventure Cinesi

Storia della prenotazione d’albergo annullata

La storia inizia qualche mese prima in Italia quando decidiamo di prenotare tramite un’agenzia viaggi una camera in un albergo in centro a Pechino, tanto per essere sicure di non prendere nessuna fregatura. Con grande fortuna riusciamo a prenotare una camera in un albergo a cinque stelle molto famoso per un centinaio di euro a testa.

Siamo ormai all’ultimo giorno di lezione di cinese a Shanghai, che segna l’inizio della no
stra vacanza nella vacanza. Al termine delle lezioni prendiamo un taxi alla volta della stazione Hongqiao per prendere il treno alta velocità che ci porterà a Pechino. Entriamo nella stazione dopo aver passato circa due ore imbottigliate nel traffico di Shanghai e facciamo i controlli di sicurezza,

proprio come in aeroporto, e ci mettiamo in fila al gate che ci permetterà di accedere al binario. Dati i prezzi irrisori dei treni alta velocità cinesi, ci siamo potute permettere il lusso di due posti in prima classe per goderci al meglio le 5 ore e mezza di viaggio che avremmo dovuto affrontare. E fin qui nulla di strano.

22.30  – Arrivo a Pechino. Ci mettiamo in fila per prendere un taxi. Ora iniziano i problemi.  Come se non bastasse il fatto di essere due occidentali quasi completamente incapaci di comunicare con le persone che le circondano, ci si aggiunge anche quello che in Cina non c’è nessuno che regoli la fila dei taxi e quando finalmente è giunto il proprio turno è il tassista a scegliere se portare i clienti alla destinazione e non il contrario. Quindi, perdiamo circa un’altra mezz’ora a cercarne uno che fosse disposto a scarrozzare noi e le nostre cinque valigie.

00.30 – siamo in albergo. Ci dirigiamo verso la reception e consegniamo il foglio della prenotazione ad un addetto al check-in. Passa una ventina di minuti e quest’ultimo ci comunica, in un inglese stentato, che l’agenzia, tramite cui avevamo prenotato la camera aveva cancellato la nostra prenotazione. Sull’orlo di uno svenimento, dal momento che credevamo di aver preso una fregatura, chiediamo spiegazioni invano. Il receptionist, nel tentativo di tranquillizzarci, riesce comunque a trovarci una camera libera in cui passare la notte e le due seguenti e ci chiede di contattare al più presto l’agenzia viaggi per far inviare loro di nuovo la conferma della nostra prenotazione.  Se non fossimo riuscite a fare ciò, avremmo dovuto sborsare €200 a copertura del nostro soggiorno. Come se non bastasse ci chiedono, anche, €600 di cauzione.

Continuate a seguirci per sapere come è andata a finire!

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